I Proiettori per il teatro  

parte seconda

L'apparecchio illuminante è sostanzialmente un contenitore in lamiera o alluminio che alloggia al suo interno una fonte di luce (lampada), un riflettore a specchio per recuperare i raggi che questa manda all'indietro, ed un sistema di lenti più o meno sofisticato per il controllo e la concentrazione della luce. 

Una prima distinzione fra apparecchi è quella tra emettitori di luce "dura" e concentrata (i proiettori) ed emettitori di luce "morbida", ampia ed uniforme (i diffusori o flood). 

Al primo gruppo appartengono proiettori con quattro sistemi ottici differenti: i sagomatori, o profile spot; i proiettori a lente piano-convessa; i proiettori a lente di Fresnel; i par cans o beamlight. 

Ogni tipo di apparecchio fornisce una diversa qualità di luce rispetto a parametri quali l'ampiezza del raggio emesso, la sua intensità, la consistenza dei suoi margini e l'uniformità della luce. 

All'interno di ciascuna famiglia c'è poi la possibilità di scelta dell'angolazione del raggio emesso e della potenza dell'emissione. 

I fari o proiettori vengono montati per mezzo di ganci su barre metalliche (americane) che vengono poi sollevate, oppure su stativi (piantane) appoggiati a terra. Per ognuno di essi è possibile un movimento sia orizzontale (pan) che verticale (tilt) che consente di orientare il raggio di luce nella direzione desiderata. 

Ciascun apparecchio infine ha, nella parte anteriore, un alloggiamento per i filtri colorati che vengono precedentemente montati in appositi telai. 

Sagomatori o profile spot

sagomatori a led

Questi apparecchi emettono un fascio di luce dai bordi molto netti e definiti che forma un disegno perfettamente circolare. Per produrre ciò adattano una lente che fa da condensatore (per concentrare la luce) e una o due lenti piano-convesse aggiuntive (zoom). 

Gli apparecchi a lente singola producono un raggio con apertura fissa mentre la seconda lente, movendosi indipendentemente dalla prima, permette di variare l'angolazione (effetto zoom). 

In questi ultimi è la messa a fuoco a fissare la misura del raggio e la nitidezza dei margini. 

I modelli più sofisticati adottano anche una terza lente per ottenere un raggio ancora più incisivo e margini ancora più netti. 

Quasi tutti i modelli hanno un regolatore o "aggiustatore di campo" posto sotto la lampada che permette di avere o il massimo della luminosità al centro (peaky), o una luminosità diffusa su tutto il raggio (flat). 

Nella parte centrale dell'apparecchio, fra il condensatore e le altre lenti, si trova un'apertura dove sono inserite quattro lamelle sagomatrici indipendenti che servono a tagliare il raggio di luce su quattro lati. 

In questa apertura può essere alloggiato un diaframma fatto ad iride che serve a ridurre al minimo l'ampiezza del raggio mantenendo la forma circolare. 

Nell'apertura possono essere inseriti anche dei gobos, mascherine metalliche che una volta tagliate permettono di proiettare le forme di luce desiderate.In commercio ne esistono anche di preformate, con disegni di finestre, alberi, foglie, edifici, ecc.

 Il sistema permette di sagomare la luce in ogni modo, così da ottenere delle figure geometriche molto precise e definite; in sostanza è l'apparecchio che permette il massimo controllo del raggio luminoso. 

 Proiettori a lente piano-convessa 

  

Producono un fascio di luce dai margini abbastanza netti, anche se più morbidi e sfuocati rispetto ai sagomatori; adattano infatti un'unica lente piano-convessa leggermente zigrinata sul lato piano per addolcire i margini. 

L'angolo di emissione del raggio di luce è regolabile con un escursione abbastanza estesa da stretto (spot) a largo (flood) spostando la lampada rispettivamente più lontano o vicino alla lente. 

Alla parte anteriore dell'apparecchio possono essere applicate delle alette paraluce esterne per tagliare il raggio, anche se ciò avviene in modo molto meno preciso rispetto ai sagomatori. 

Sono molto usati per la loro praticità (dimensioni ridotte, maneggevolezza, facilità di montaggio e di regolazione) e la loro economicità. 

Il più diffuso è il modello per lampade da 1000 W ma si usano di frequente anche il 500 W o il 2000 W .

Ormai i proiettori alogeni sono però eguagliati nella luminosità e nella temperatura di colore dai fari teatrali a LED.

Proiettori a lente di Frensel 

faro con lente di fresnel

Differiscono dal tipo precedente solo per il fatto che adottano un tipo di lente particolare che prende il nome dal suo inventore. 

E' una lente pianoconvesso con il lato piano zigrinato e il lato convesso profondamente inciso, in modo da presentare una serie di gradini circolari. 

Questi apparecchi producono un fascio di luce dai margini molto morbidi, con un centro luminoso che sfuma molto dolcemente. 

Grazie a questa caratteristica vengono usati principalmente per creare insiemi di luce per l'area di recitazione o per creare morbidi controluce. 

Possono anch'essi essere regolati in posizione spot o flood e anche ad essi possono essere montate delle alette paraluce. 

Ormai i proiettori alogeni sono però eguagliati nella luminosità e nella temperatura di colore dai fari teatrali a LED.

 Par cans/beamlight 

vecchio faro PARnuovi fari spot a led

Tutt'oggi vengono chiamati col classico nome PAR anche i fari spot a LED ma il nome Par deriva dal vecchio Par-Can

Introdotti negli anni '70, hanno avuto un grande impatto sia in teatro che nella danza, nel musical, nei concerti pop-rock. 

Sono apparecchi molto semplici; l'elemento principale e originale è il fatto di adottare una lampada PAR sigillata in un contenitore simile al faro di un' automobile, con una lente davanti e un riflettore sul lato posteriore. 

La lampada è alloggiata in un apparecchio molto semplice, senza nessun'altra lente o apparato di regolazione. 

Non essendoci una lente non è possibile una messa a fuoco né un dimensionamento del raggio di luce. 

I margini del fascio di luce emesso sono morbidi e il centro è molto luminoso, denso e particolarmente concentrato. 

 La forma del raggio è piuttosto ovale, ma questo ovale può essere direzionato a piacere semplicemente ruotando la lampada. 

L'angolazione di apertura del raggio è fissa e dipende dalla lampada preconfezionata. 

In commercio ne esistono con varie angolazioni prefissate e vengono sostituite nello stesso apparecchio a seconda delle esigenze 

L'unità più comune in teatro è quella da 1000 W per il modello par 64,ormai però soppiantata dal ben più versatile faro par a LED. 

I fari par sono apparecchi molto usati (nei concerti pop-rock sono l'unità base) per il loro basso costo, la facilità di trasporto, di montaggio e regolazione e soprattutto per la densità della luce emessa, ottima per proiettare i colori più scuri e profondi (quindi con filtri che assorbono molta luce). 

Ormai in disuso i beamlight producono una luce molto simile ai par ma adottano una lampada comune e un riflettore doppio per dirigere la luce. 

Nella parte anteriore vi è un sistema di lame ad anelli concentrici che impedisce alla luce di allargarsi una volta uscita dall'apparecchio e quindi permette l'emissione di un fascio luminoso dai margini pressoché paralleli. 

I beamlight possono essere usati in batteria, uno di fianco all'altro, per creare pareti di luce di grande impatto drammatico. 

Questo uso è stato sviluppato dal designer ceco Josef Svoboda che ha prodotto degli apparecchi che portano il suo nome, formati da due file di beamlight alternati e assemblabili a piacere. 

Diffusori o flood  

N.B. Ad oggi i vecchi fari alogeni flood sono sostituiti dai moderni fari COB

faro luce diffusa per fondali

Erano costituiti semplicemente da una lampada e da un riflettore a specchio retrostante che può essere simmetrico o asimmetrico. 

Non c'è nessuna lente e quindi l'angolo di emissione non è modificabile. 

Possono solo essere ruotati orizzontalmente e verticalmente. 

La luce prodotta è molto morbida e omogenea e si estende su una larga area anche a distanza ravvicinata

Vengono perciò utilizzati, soprattutto in batteria, per l'illuminazione omogenea di fondali, panorami o pareti di grande dimensioni. Il riflettore asimmetrico è particolarmente utile quando 'illuminazione dei fondali deve essere fatta dall'alto o dal piano del palcoscenico. 

Un diffusore molto semplice ed economico è la "Campanella", o "Pinza". 

E' un porta lampade con una campana metallica internamente riflettente che può contenere lampade fino a 800 W . 

Si tratta di un corpo illuminante ormai superato dai fari a LED Bianchi che non scaldano e non consumano energia elettrica.

Ormai però i proiettori alogeni sono eguagliati nella luminosità e nella temperatura di colore dai fari a LED specializzati nella produzione di luce bianca calda o daylight.

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