Guida alle Luci Teatrali: Fari Proiettori
Illuminazione Teatrale: Guida ai Proiettori Indispensabili per il Palcoscenico
Dietro ogni grande performance c'è una luce che sa raccontare una storia. Se lavori nel settore o gestisci un teatro in Italia, sai bene che la scelta del proiettore giusto non è solo una questione di "far luce", ma di plasmare l'atmosfera.
Oggi, con l'evoluzione dei LED e il perfezionamento delle ottiche, il parco lampade di un teatro moderno deve essere versatile. In questo articolo esploreremo i pilastri dell'illuminazione scenica, disponibili nel catalogo di Audio Luci Store, per capire come e dove utilizzarli al meglio.
Sagomatori o profile spot

Se il PC è un coltellino, il sagomatore è un bisturi. È il proiettore più preciso e versatile della dotazione teatrale.
Tecnica: Dotato di un sistema ottico complesso a doppia lente e di quattro lamelle interne (ghigliottine) che permettono di "tagliare" la luce, creando forme geometriche nette. Può ospitare i Gobo (dischi metallici o di vetro) per proiettare texture o loghi.
Utilizzo: Indispensabile per isolare un attore sul palco, creare "lame di luce" o proiettare finestre e motivi grafici sulla scenografia.
Questi apparecchi emettono un fascio di luce dai bordi molto netti e definiti che forma un disegno perfettamente circolare. Per produrre ciò adattano una lente che fa da condensatore (per concentrare la luce) e una o due lenti piano-convesse aggiuntive (zoom).
Gli apparecchi a lente singola producono un raggio con apertura fissa mentre la seconda lente, movendosi indipendentemente dalla prima, permette di variare l'angolazione (effetto zoom).
In questi ultimi è la messa a fuoco a fissare la misura del raggio e la nitidezza dei margini.
I modelli più sofisticati adottano anche una terza lente per ottenere un raggio ancora più incisivo e margini ancora più netti.
Quasi tutti i modelli hanno un regolatore o "aggiustatore di campo" posto sotto la lampada che permette di avere o il massimo della luminosità al centro (peaky), o una luminosità diffusa su tutto il raggio (flat).
Nella parte centrale dell'apparecchio, fra il condensatore e le altre lenti, si trova un'apertura dove sono inserite quattro lamelle sagomatrici indipendenti che servono a tagliare il raggio di luce su quattro lati.
In questa apertura può essere alloggiato un diaframma fatto ad iride che serve a ridurre al minimo l'ampiezza del raggio mantenendo la forma circolare.
Nell'apertura possono essere inseriti anche dei gobos, mascherine metalliche che una volta tagliate permettono di proiettare le forme di luce desiderate.In commercio ne esistono anche di preformate, con disegni di finestre, alberi, foglie, edifici, ecc.
Il sistema permette di sagomare la luce in ogni modo, così da ottenere delle figure geometriche molto precise e definite; in sostanza è l'apparecchio che permette il massimo controllo del raggio luminoso.
Proiettori a lente piano-convessa
Il "coltellino svizzero" del teatro. Il proiettore PC utilizza una lente piano-convessa che genera un fascio luminoso dai bordi abbastanza definiti, ma più morbidi rispetto a un sagomatore.
Tecnica: Grazie a un sistema a vite o slitta, è possibile muovere la lampada rispetto alla lente per stringere o allargare il fascio (funzione zoom).
Utilizzo: Ideale per il piazzato (l'illuminazione generale del palco) e per le luci di taglio. È perfetto quando serve una diffusione controllata che non "sporchi" eccessivamente le quinte.
Producono un fascio di luce dai margini abbastanza netti, anche se più morbidi e sfuocati rispetto ai sagomatori; adattano infatti un'unica lente piano-convessa leggermente zigrinata sul lato piano per addolcire i margini.
L'angolo di emissione del raggio di luce è regolabile con un escursione abbastanza estesa da stretto (spot) a largo (flood) spostando la lampada rispettivamente più lontano o vicino alla lente.
Alla parte anteriore dell'apparecchio possono essere applicate delle alette paraluce esterne per tagliare il raggio, anche se ciò avviene in modo molto meno preciso rispetto ai sagomatori.
Sono molto usati per la loro praticità (dimensioni ridotte, maneggevolezza, facilità di montaggio e di regolazione) e la loro economicità.
Proiettori a lente di Frensel

Fratello stretto del PC, il Fresnel si distingue per la sua caratteristica lente a gradini (inventata originariamente per i fari nautici).
Tecnica: La lente Fresnel diffonde la luce in modo molto omogeneo, creando un fascio dai bordi estremamente morbidi e sfumati.
Utilizzo: È il re del backlight (controluce) e dei piazzati morbidi. Se hai bisogno di fondere insieme i fasci di più fari senza che si vedano gli "stacchi" netti tra l'uno e l'altro, il Fresnel è la tua scelta obbligata.
Differiscono dal tipo precedente solo per il fatto che adottano un tipo di lente particolare che prende il nome dal suo inventore.
E' una lente pianoconvesso con il lato piano zigrinato e il lato convesso profondamente inciso, in modo da presentare una serie di gradini circolari.
Questi apparecchi producono un fascio di luce dai margini molto morbidi, con un centro luminoso che sfuma molto dolcemente.
Grazie a questa caratteristica vengono usati principalmente per creare insiemi di luce per l'area di recitazione o per creare morbidi controluce.
Possono anch'essi essere regolati in posizione spot o flood e anche ad essi possono essere montate delle alette paraluce.
Ormai i proiettori alogeni sono però eguagliati nella luminosità e nella temperatura di colore dai fari teatrali a LED.
Par cans/beamlight

Storicamente conosciuti come i "barattoli" (PAR 64), oggi vivono una seconda giovinezza grazie alla tecnologia LED.
Tecnica: Tradizionalmente a fascio fisso (stretto, medio o largo), i moderni PAR LED permettono una miscelazione cromatica (RGBW o superiore) infinita senza l'uso di gelatine colorate.
Utilizzo: Utilizzati per creare fondali colorati intensi, effetti dinamici e per dare "corpo" alla scena. Sono i muli da soma di ogni service luci italiano per la loro robustezza e potenza.
Tutt'oggi vengono chiamati col classico nome PAR anche i fari spot a LED ma il nome Par deriva dal vecchio Par-Can
Introdotti negli anni '70, hanno avuto un grande impatto sia in teatro che nella danza, nel musical, nei concerti pop-rock.
Sono apparecchi molto semplici; l'elemento principale e originale è il fatto di adottare una lampada PAR sigillata in un contenitore simile al faro di un' automobile, con una lente davanti e un riflettore sul lato posteriore.
La lampada è alloggiata in un apparecchio molto semplice, senza nessun'altra lente o apparato di regolazione.
Non essendoci una lente non è possibile una messa a fuoco né un dimensionamento del raggio di luce.
I margini del fascio di luce emesso sono morbidi e il centro è molto luminoso, denso e particolarmente concentrato.
La forma del raggio è piuttosto ovale, ma questo ovale può essere direzionato a piacere semplicemente ruotando la lampada.
L'angolazione di apertura del raggio è fissa e dipende dalla lampada preconfezionata.
In commercio ne esistono con varie angolazioni prefissate e vengono sostituite nello stesso apparecchio a seconda delle esigenze
L'unità più comune in teatro è quella da 1000 W per il modello par 64,ormai però soppiantata dal ben più versatile faro par a LED.
I fari par sono apparecchi molto usati (nei concerti pop-rock sono l'unità base) per il loro basso costo, la facilità di trasporto, di montaggio e regolazione e soprattutto per la densità della luce emessa, ottima per proiettare i colori più scuri e profondi (quindi con filtri che assorbono molta luce).
Ormai in disuso i beamlight producono una luce molto simile ai par ma adottano una lampada comune e un riflettore doppio per dirigere la luce.
Nella parte anteriore vi è un sistema di lame ad anelli concentrici che impedisce alla luce di allargarsi una volta uscita dall'apparecchio e quindi permette l'emissione di un fascio luminoso dai margini pressoché paralleli.
I beamlight possono essere usati in batteria, uno di fianco all'altro, per creare pareti di luce di grande impatto drammatico.
Questo uso è stato sviluppato dal designer ceco Josef Svoboda che ha prodotto degli apparecchi che portano il suo nome, formati da due file di beamlight alternati e assemblabili a piacere.
Diffusori o flood
N.B. Ad oggi i vecchi fari alogeni flood sono sostituiti dai moderni fari COB

Erano costituiti semplicemente da una lampada e da un riflettore a specchio retrostante che può essere simmetrico o asimmetrico.
Non c'è nessuna lente e quindi l'angolo di emissione non è modificabile.
Possono solo essere ruotati orizzontalmente e verticalmente.
Vengono perciò utilizzati, soprattutto in batteria, per l'illuminazione omogenea di fondali, panorami o pareti di grande dimensioni. Il riflettore asimmetrico è particolarmente utile quando 'illuminazione dei fondali deve essere fatta dall'alto o dal piano del palcoscenico.
FAQ: Domande Frequenti sull'Illuminazione Teatrale
In questa sezione rispondiamo ai dubbi più comuni di registi, tecnici e installatori che si avvicinano al mondo della luce per lo spettacolo.
1. È meglio scegliere fari a LED o i classici alogeni?
Oggi il LED è lo standard per efficienza energetica, durata della lampada e versatilità cromatica (non servono gelatine). Tuttavia, molti teatri storici preferiscono ancora l'alogeno per la sua "inerzia termica" e la qualità della curva di dimmerazione (lo spegnimento graduale). Se acquisti LED, assicurati che abbiano un software di gestione del dimming molto fluido per evitare scatti durante i blackout.
2. Cos'è l'indice CRI e perché è vitale in teatro?
Il CRI (Color Rendering Index) misura quanto una sorgente luminosa renda fedelmente i colori. In teatro, un CRI alto (sopra 90 o 95) è fondamentale per non alterare i colori dei costumi e, soprattutto, per rendere naturale l'incarnato degli attori, evitando l'effetto "pelle grigiastra" tipico dei LED economici.
3. Posso usare un proiettore PC al posto di un Fresnel?
Sì, sono intercambiabili in molte situazioni, ma con una resa diversa. Il PC (Piano-Convesso) ha un fascio più definito e "nervoso", ottimo per dare direzione alla luce. Il Fresnel ha un fascio molto più morbido e pastoso, ideale se devi illuminare una zona ampia senza che si notino i bordi della proiezione.
4. Quanti canali DMX occupa un faro teatrale?
Dipende dalla complessità del faro. Un proiettore alogeno tradizionale usa 1 solo canale (l'intensità). Un faro LED moderno può occuparne da 4 a 15 o più, poiché ogni colore (Rosso, Verde, Blu, Bianco, Ambra) e ogni funzione (Strobo, Zoom motorizzato, Preset) necessita di un canale dedicato sulla console luci.
5. Qual è la differenza tra un Sagomatore a ottica fissa e uno Zoom?
Il sagomatore a ottica fissa ha un angolo di proiezione bloccato (es. 19°, 26°, 36°); è più luminoso e nitido ma meno flessibile. Lo Zoom permette di regolare l'ampiezza del fascio direttamente sul corpo del faro, rendendolo perfetto per i service che lavorano in teatri sempre diversi con distanze di puntamento variabili.
Conclusione: La scelta del Setup ideale
Non esiste il "miglior faro" in assoluto, ma esiste il mix perfetto per il tuo spazio scenico. Che tu stia allestendo un piccolo teatro parrocchiale o un grande palcoscenico regionale, la qualità dell'ottica e la fedeltà cromatica (CRI) sono i parametri da non sottovalutare mai.
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Pubblicato in: I Nostri Consigli

